Una colta città fiorentina

 

Nel vasto territorio del comune di Fivizzano, che da poco ha annesso la terra di Equi Terme, l’uomo ha lasciato tracce sin dalla preistoria; poi sono arrivati i romani e la grande stagione medievale di Spinetta Malaspina il Grande. Castruccio Castracani prese Fivizzano nel 1316, ma nel corso del XV secolo vi si insediò Firenze e questa terra di Lunigiana, sede di capitanato, ne respirò leggi e saperi. Carlo VIII la cinse d’assedio ed il Guicciardini scrisse che sotto le sue mura fu combattuta la prima grande e tragica guerra con in campo le artiglierie.
Fivizzano è città colta: Jacopo da Fivizzano stampò, primo in Italia e tra i primi nel mondo, rarissimi incunaboli; in casa Fantoni fu ideata, nel 1802, la prima macchina da scrivere; Giovanni Fantoni, in Arcadia Labindo, fu poeta assai noto sul finire del XVIII secolo; una moltitudine di notai, medici, ecclesiastici, giuristi fivizzanesi insegnarono nelle università e furono ascoltati consiglieri presso le corti italiane.
Fivizzanese fu Loris Jacopo Bononi, straordinario scrittore contemporaneo, medico e poeta. A lui si deve il recupero del palazzo Fantoni, l’allestimento del Museo della Stampa, mentre nel suo ospitale castello di Castiglione del Terziere ha fatto rivivere l’anima colta e la grande stagione culturale della Lunigiana. Di Fivizzano era Andreola, madre del grande papa Nicolò V che, in sua memoria, donò il parato – oggi al Museo del Bargello di Firenze- ricevuto dalla città di Siena in occasione dell’elevazione agli altari di san Bernardino. Nel 1683 il granduca Cosimo III fece dono alla città della splendida fontana di piazza Medicea e l’altro Cosimo, nel 1540, aveva cinto Fivizzano di imponenti mura.
Nel Convento degli Agostiniani, oggi sede di ostello e biblioteca, si trovano importanti affreschi e, lì accanto, sui resti della chiesa di san Giovanni è stato allestito uno spazio museale.

Verrucola

Castello della Verrucola

Lo spettacolare borgo della Verrucola, col castello di Spinetta il Grande, oggi residenza degli eredi dello scultore Pietro Cascella, è uno tra i più affascinanti borghi medievali. Nel suo contado la pieve di san Paolo di Vendaso, la pieve di Viano e la chiesa di Pognana, conservano un interessante repertorio di capitelli romanici.
A Gragnola il sorprendente borgo, ricco di insospettabili architetture medievali, è sorvegliato dal Castel dell’Aquila, il più spettacolare e grande castello della Lunigiana, miracolosamente restaurato, rinato e reso accogliente centro di ospitalità ad opera di Gabriella Girardin, raffinata e colta castellana.

equi Terme

Il paese di Equi Terme

Equi Terme, con le sue sorgenti sulfuree, è stazione termale tutta da scoprire. Nella tecchia vissero l’uomo primitivo e l’orso; nelle sue carsiche grotte laghetti, stalattiti e stalagmiti ricamano un magico percorso, mentre a Natale nello scenario dei suoi vicoli e lungo la strada che porta alle grotte gli abitanti fanno rivivere la poesia della nascita di Gesù.
Vinca si aggrappa ai marmi delle Apuane e la bellezza del paesaggio non fa tuttavia dimenticare la feroce rappresaglia tedesca di cui furono vittime i suoi abitanti. Il suo pane cotto nel forno a legna è straordinario ed è, assieme al vino di Ceserano e di San Terenzo Monti, al pane di Po e di Signano, uno dei capisaldi del mangiar bene.
Sassalbo, bianco di gessi tra cui si aprono profonde doline, si incontra, sprofondato nel verde dei castagneti, lungo la strada per il Cerreto, poco oltre l’Orto Botanico dei Frignoli e lì, nella vecchia scuola del paese, vi aspetta la porta del Parco Nazionale dell’Appennino.